La teoria dell'apprendimento differenziale nell'insegnamento del tiro

Sviluppare adattabilità e variabilità per allenare tiratori più efficaci.
La teoria dell'apprendimento differenziale nell'insegnamento del tiro

Una domanda che tutti noi allenatori ci siamo posti almeno una volta nel corso delle nostre carriere è questa: come possiamo sviluppare tiratori adattivi alle situazioni che si incontrano in partita? In poche parole, come possiamo sviluppare tiratori EFFICACI? 

Un possibile modello di lavoro si trova nella Teoria dell'Apprendimento Differenziale, aka Differential Learning. Ideata dal professor Wolfgang Schollorn nei primi anni 2000, ha come primo obiettivo quello di ampliare il bagaglio di soluzioni motorie degli atleti che ne fanno uso (es. differenti modi di coordinare il proprio corpo per un tiro). 

Destabilizzando movimenti esistenti o creandone di nuovi, l’apprendimento differenziale incoraggia un concetto essenziale per l’apprendimento di soluzioni motorie, ovvero quello dell’Auto-Organizzazione (Self-Organisation), in modo che ogni atleta riesca a trovare un movimento che si allinei con le sue caratteristiche e i suoi vincoli individuali. Ciò senza il costante bisogno di avere la voce del coach come “sottofondo” e istruzioni quasi sempre molto restrittive sul come effettuare il gesto motorio. 

Ciò nonostante in questo approccio, focalizzato sul tiro, non si tratta di eseguire una gestualità simile a quella che incontriamo in partita, bensì esagerare il movimento (es. differenti posizioni del corpo, velocità nel rilascio, zone di partenza...), tranne qualche eccezione (spiegata nelle proposte pratiche). 

Questo perchè l’obiettivo del Differential Learning è creare la maggior variabilità possibile per incrementare le soluzioni di movimento. Approccio completamente diverso dagli esercizi tradizionali di forma di tiro (form shooting) che hanno permeato il mondo dell’allenamento. 

Alcune proposte pratiche che possono essere utilizzate all’interno delle sessioni di allenamento possono essere: 

  1. Partenza sparsi sulla linea di metà campo. Quando vogliono si dirigono verso la media distanza (o la linea dei 3 punti se il gruppo lo consente) facendosi passare il pallone tra le gambe ad ogni passo. Una volta arrivati nella posizione da cui si vuole tirare, presa della palla con la mano di tiro che “va sotto” e tiro. 

  2. Da posizione statica gambe dritte, si parte con palla sopra la testa con le braccia tese. Si eseguono dei piccoli saltelli e, quando si vuole, si abbassa il pallone e si trova una posizione di tiro congeniale. 

  3. Posizione statica gambe piegate, palla sopra la testa con le braccia leggermente piegate. Si eseguono saltelli laterali, trasportando il pallone nella direzione del salto, facendolo rimbalzare sul terreno. Dopo un numero variabile di ripetizioni di questi movimenti, si organizza un arresto ad un tempo, andando con la mano di tiro sotto la palla. 

  4. Partenza statica con pallone sul terreno, il quale deve essere saltato avanti, indietro, a destra e a sinistra. Quando si vuole, abbassare la posizione per recuperare il pallone da terra ed organizzare un arresto a 2 tempi per tirare a canestro (sia fronte che schiena a canestro) 

  5. A coppie con un pallone. Un tiratore ed un passatore. Il primo si muove sui 3 punti o nella media a suo piacimento. Quando il passatore vuole, organizza un passaggio il più brutto possibile (rotolato a terra, a banana, forte, lento, a lato...). Chi riceve tira sulla ricezione. Obbligo di correre mantenendo gli occhi fissi al canestro. 

In ognuna di queste situazioni, noi allenatori dobbiamo incoraggiare i ragazzi a cambiare posizione ad ogni ripetizione, così da mantenere alti i livelli di variabilità ed esplorazione delle zone del campo e dei gesti motori (sarà diverso tirare dalla posizione di punta anziché dal mezz’angolo!). Nel quinto esempio pratico, inoltre, vogliamo abituare i nostri giocatori a situazioni spiacevoli, come ad esempio un passaggio sbagliato, rendendoli ugualmente adattabili ad ogni momento del gioco. 

Questo approccio dunque risulta essere molto più redditizio nella pallacanestro moderna in termini di adattabilità e variabilità delle soluzioni motorie espresse dai nostri giocatori, mettendoli al centro del loro processo di apprendimento e permettendo l’esplorazione in maniera “divertente” e non super limitante. 

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Postato da Mirko Monfredini

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2022/23: Assistente gruppi Aquilotti NBB Mazzano, assistente Esordienti NBB Mazzano.
2023/24: Assistente Aquilotti NBB Mazzano, assistente Esordienti NBB Mazzano, assistente U13 gold NBB Mazzano.
2024/25: Assistente Esordienti NBB Mazzano, assistente U13 regionale Basket Gavardo, assistente U13 gold NBB Mazzano, assistente U14 maschile regionale NBB Mazzano, assistente U15 maschile regionale NBB Mazzano.
2025/26: Capo allenatore U14 Syrmia Basket.