Progressione didattica sull'Handback. Parte 1

3 esercizi analitici in cui allenare la tecnica e la tattica del passaggio consegnato di ritorno per il bloccante.
Progressione didattica sull'Handback. Parte 1

Dell'Hanback ne abbiamo parlato recentemente. In questo pezzo proponiamo una progressione didattica per allenarlo sia tecnicamente che tatticamente nella situazione in cui a prendere iniziativa è il bloccante. Nella seconda parte di questo articolo vedremo invece come, quando e perchè l'handback vogliamo giocarlo per il bloccato.

Questo è un esempio pratico, basato su criteri e principi che possono essere trasposti trasversalmente ad ogni livello. Nel caso specifico, stiamo facendo riferimento ad una parte di lavoro analitico per un gruppo Under 16 Elite.

Nel nostro modo di vedere le cose l’handback non è un movimento meccanico da eseguire come dei soldatini, ma può essere un’opzione in più per l'attacco, una lettura che coglie di sorpresa la difesa da usare nel flusso di gioco. Non prevediamo quindi uno schema che ci porti all’handback ma la vediamo come una situazione che può ricrearsi ad esempio dopo un blocco lontano dalla palla o a giochi rotti e in quanto tale va allenata e mentalizzata.

Ecco come lo facciamo noi.

2c0

1 passa a 2 che simula l’uscita da un blocco in punta. Su ricezione il primo pensiero di 2 è quello di attaccare il canestro con un tiro se ha spazio, o con una partenza se legge "on the catch" possibili vantaggi in 1c1. Molto spesso quindi il nostro 2c0 inizia con 2 che riceve in punta e attacca il canestro (#1). Solo in seconda battuta vogliamo che 2 collabori con 1 usando l’handback in queste modalità (#2):

  • 2 dopo aver letto che non ha vantaggi apre il palleggio sprintando verso 1.
  • 1 inizia a muoversi verso la palla nel momento in cui 2 ha deciso di non giocare il suo 1c1. Non prima (togliendogli spazio per l’1c1) e non dopo (togliendo tempo a se stesso contro il suo difensore che può adeguarsi). 
  • 2 chiediamo di “puntare” il difensore di 1, arrestarsi in equilibrio e creare un buon angolo di blocco per 1.
  • a 1 chiediamo di passare vicino alla spalla esterna del compagno, strappare la palla e attaccare con un cambio di velocità il canestro.
  • Il mezzo tecnico che usa 1 per ricevere il consegnato e attaccare il canestro è la partenza dinamica che noi chiamiamo a ricciolo.
  • Dopo l’handoff chiediamo a 2 di offrire un passaggio in sicurezza dietro la palla, in poche parole di fare pop per disimpegnare 1 se questi non produce vantaggio.
  • 1 può andare a tirare in corsa, fare palleggio-arresto-tiro, oppure scaricare la palla fuori a 2, lavorando inoltre sulla tecnica di passaggio in uscita.

L’handback può anche essere declinato a “dai e segui” di 2 per 1 (#3), ovvero 2 anzichè spostarsi in palleggio verso 1, passa (se non è marcato/anticipato è la soluzione ottimale per 1) e sprinta verso di lui per bloccare la palla con le stesse modalità dell’handoff, quindi a puntare il difensore del bloccato. In fase analitica, propedeutico per il giocato, alleniamo il possibile backdoor di 1 mentre 2 si sposta in palleggio verso di lui (#4), un’opzione di gioco estremamente vantaggiosa in caso di forte pressione difensiva.

3c0

Il procedimento è lo stesso, con 5 che blocca per 2 lontano dalla palla. Su questo blocco alleniamo ogni lettura e diamo indicazione a bloccato e bloccante di collaborare dando sempre un passaggio dentro e un passaggio fuori (#5). Ci concentriamo sul passaggio fuori in questo caso, al giocatore che riceve in punta il quale lavora con il passatore nel medesimo modo del primo esercizio. Sulla penetrazione di 1, chiediamo al giocatore interno di rimanere interno e collaborazione in opposizione alla palla. Da questo momento in poi diamo ai giocatori la libertà di concludere l’azione come vogliono, magari collaborando nei nostri principi di gioco (#6). In questo esercizio possiamo inserire anche la conversione a tutto campo con i tre giocatori che devono collaborare per occupare le posizioni giuste in transizione e ricreare la stessa situazione che hanno sviluppato prima a bocce ferme a metà campo.

4c0

Aggiungiamo il quarto giocatore (3) in angolo sul lato della palla (#7). Non sempre l’handback può essere giocato, specialmente quando la difesa inizia a prendere le misure sull’attacco, alza la pressione difensiva e si prepara a ostacolare il consegnato di ritorno. In questo caso alleniamo 1, se non riceve il pallone da 2 (handback o “dai e segui”), a continuare a muoversi tagliando a canestro, sopra la palla o in backdoor (#8).

Questo ci permette di attivare 3 che appena “capisce” la situazione sprinta verso la palla per provare a giocare lui l’handback d’infilata (#9). Appena 3 attacca il canestro, il giocatore che ha bloccato si apre, il giocatore interno si muove in opposizione e 1 si spazia sul perimetro. Anche qui possibilità di andare in conversione a tutto campo. Magari in 4c0 o perchè no in 2c2 (ad esempio gli ultimi due che toccano il pallone nella prima metà campo difendono a tutto campo), per vedere se riescono a riportare in campo, in situazione dinamica, meno analitica e più stressante, la lettura dell’handback per creare vantaggio.

Conclusione

Dai principi e concetti sviluppato nella progressione didattica appena descritta si passa al giocato, 3c3, 4c4 o 5c5 focalizzando l’attenzione sull’handback quando viene eseguito.

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Postato da David Breschi

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Graphic & WebDesigner.
Allenatore di base.
Scrive di NBA per @lUltimoUomo.
Will Ferrell & John Belushi lover.

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