Princeton Offense: lo sviluppo base

Un estratto dal libro "The Princeton Offense. I quaderni dell'allenatore di pallacanestro" di Raffaele Imbrogno, edito nel 2016 da Calzetti Mariucci.
Princeton Offense: lo sviluppo base

Per anni ed in modo erroneo è stato definito il Princeton Offense come un sistema offensivo adatto a squadre composte da giocatori poco o non molto atletici e/o per persone particolarmente intelligenti. Questo partendo dalla considerazione che, non potendo Carril offrire borse di studio per andare a giocare con i Tigers, doveva arrangiarsi con i quei ragazzi sicuramente intelligenti, ma non certo esplosivi fisicamente e non molto dotati tecnicamente, reclutabili a Princeton. L’applicazione vincente delle idee, che sostengono l’attacco Princeton, in altre realtà completamente differenti da quelle della squadra allenata da Carril, hanno nel tempo smentito clamorosamente queste congetture.

Altri allenatori hanno considerato negli anni il Princeton un sistema che abbassa troppo il ritmo del gioco e che necessita di molto tempo per essere insegnato. Ma questo sistema offensivo può essere interpretato a diverse velocità, pur non perdendo di efficacia, si vedano a proposito i ritmi di gioco di College come Georgetown e Richmond che utilizzano principi del Princeton, ed il tempo che si deve applicare per insegnarne i movimenti è del tutto simile ad altri sistemi offensivi. È il tempo che ci vuole per insegnare bene i fondamentali del gioco. Certo nella realtà attuale dei College statunitensi, dove dopo un solo anno molti giocatori tra i migliori, vanno subito nella NBA, si evidenziano dei problemi non solo per chi vuole insegnare il sistema di attacco Princeton, ma per tutti quegli allenatori che non vogliano insegnare sistemi offensivi usa e getta, basati sulle capacità individuali di due-tre stelle del roster, ma vogliano realmente insegnare basket con il corredo di tempo necessario per poterlo fare.

Vero invece che per poter sfruttare al meglio questo attacco ogni giocatore deve essere un buon passatore, un buon palleggiatore, un buon tiratore dall’arco ed infine avere un buon livello di quoziente di intelligenza (IQ) cestistica[1], di conoscenza del gioco nel suo insieme e non solo legato al suo possibile impiego. Ma ancor di più sarà determinante la sua volontà rispetto alla sua intelligenza.

I giocatori in campo dovranno avere un buona comprensione del gioco per saper leggere e reagire in modo efficace ed efficiente alle azioni della difesa. Ma queste qualità sono comuni a tutti i sistemi offensivi vincenti. Senza di esse è molto difficile, se non impossibile, che un qualsiasi gioco in attacco consenta di far canestro e vincere.

Come lo Swing Offense, il Princeton è un gioco di continuità[2], dove ancor più importante sarà la qualità dei passaggi e del gioco senza palla. Un sistema di gioco offensivo che tende a tenere sotto controllo il ritmo dell’attacco, ma perché l’obiettivo è la ricerca di un tiro ad alta percentuale di realizzazione. Quindi si potrà tirare subito dopo pochi secondi o dopo trenta. Di fatto il Princeton ancor più dell’attacco di Bo Ryan lascia ampi spazi di interpretazioni ai giocatori in campo, con poco controllo dalla panchina.

Caratteristiche fondamentali saranno uno schieramento ben spaziato in attacco, il costante movimento dei giocatori con tagli decisi anche in backdoor contro difese che anticipano forte. Il costante movimento ed i tagli decisi apriranno spesso opportunità di tiro da tre punti. Inoltre, si avrà un ampio uso di blocchi in allontanamento e lontano dalla palla.

Gli schieramenti di base saranno quelli quattro fuori ed uno dentro, sia in post alto che in post basso, due-tre e uno-due-due. Ampio sarà il coinvolgimento nello sviluppo del gioco del centro, in effetti l’unico giocatore che non sarà interscambiabile con gli altri quattro[3], che diversamente potranno e dovranno sapersi muovere su tutte le posizioni del perimetro.

Elementi base

Come già anticipato, il Princeton si basa sulle capacità dei giocatori in attacco di:

  • Tagliare.
  • Bloccare.
  • Passare.
  • Tirare in modo accurato.

I tagli da eseguire dovranno sempre essere decisi, puntando il canestro, così da consentire un tiro non contestato per un compagno schierato sul perimetro. Altrettanto importanti saranno le capacità di giocare in modo efficace gli uno contro uno, i giochi a due e a tre, che di volta in volta saranno possibili nello sviluppo del gioco. Di fatto avremo sempre nel continuo sviluppo del Princeton situazioni di due contro due (o tre contro tre sul lato forte) e contemporaneamente di tre contro tre (o di due contro due) sul lato debole.

Come già detto, fondamentale risulterà il coinvolgimento del centro, il vero “hub” di questo sistema d’attacco. È il centro che in gran parte deciderà quello che accadrà. Sarà un vero e proprio playmaker aggiunto in attacco. Dovrà, quindi, essere un giocatore che ami passare la palla, oltre a possedere la necessaria tecnica. Gli altri quattro giocatori dovranno avere chiaro che dar palla al compagno posizionato in post basso (o post alto) sarà uno dei modi più efficaci per incrementare le occasioni per poter far canestro dal perimetro.

A differenza di quanto oggi viene accettato nel linguaggio convenzionale della pallacanestro, nel Princeton non ci sono 1, 2, 3, 4 e 5[4] ma due guardie, due ali ed un centro che potrà schierarsi inizialmente negli spot di post basso (lato forte o lato debole) e di post alto (diagrammi n. 1-3)[5].

Ma la cosa più importante resta il fatto che tutti e cinque siano dei giocatori di pallacanestro, in grado di passare, palleggiare e tirare. Ci sono sicuramente altre cose come andare al rimbalzo, portare un blocco, ma per Carril già il possesso dei tre fondamentali offensivi più volte citati è essenziale.

Importante sarà la corretta spaziatura, sia iniziale (statica), sia nel corso dell’azione offensiva (dinamica) e la ricerca di una buona angolatura nel passarsi la palla.

Low Post Play - Gioco in Post Basso

Partiamo dal classico schieramento quattro fuori ed uno interno “Low Post”, con il centro posizionato sul lato forte e con il passaggio di entrata dalla posizione di guardia a quella di ala (diagramma n. 4). Dopo il passaggio di entrata, 1 eseguirà un deciso taglio prima verso il canestro, per poi allontanarsi nell’angolo sul lato debole. Questa è una prima sostanziale differenza con un altro gioco oggi molto famoso, il Triangolo ideato da Tex Winter, che prevede altresì un taglio della guardia sul lato forte (diagramma n. 5).

Due i concetti base che da subito devono guidare i giocatori sul campo:

  1. Vedere cosa fa il compagno davanti a sé.
  2. Se si è fortemente anticipati, tagliare backdoor decisi a canestro.

Nel muoversi sul campo sarà importante vedere cosa fa il compagno posizionato tra se stessi e la palla. Il suo comportamento sarà un chiaro indice di quello che si potrà fare.

2, dopo che 1 ha passato palla in ala, legge il taglio del compagno e rapidamente si muove per rimpiazzarlo. 3 rimpiazzerà 2 e 1 a sua volta rimpiazzerà 3 (diagramma n. 6). Tutti i giocatori sul lato debole si muovono contemporaneamente.

Ovviamente, i due concetti base prima citati dovranno essere sempre affiancati dalla capacità degli attaccanti di leggere continuamente il comportamento del proprio difensore, prima di eseguire qualsiasi movimento offensivo. Esiste sempre una contro mossa alla scelta della difesa, questo deve essere molto chiaro a tutti gli attaccanti in campo.

Chi riceve palla in ala, mentre il passatore taglia deciso, dovrà subito cercare di coinvolgere il compagno in post basso passandogli palla. Dopo aver passato palla a 5, 4, leggendo il comportamento di X4, potrà: tagliare verso l’angolo, se X4 si è portato verso la palla; tagliare deciso a canestro, se X4 va in forte anticipo su di lui (taglio “James Worthy”) o portare un blocco sul gomito del lato forte per 2 se X2 riempie l’area (diagrammi n. 7-10).

Mentre tutto questo accade, 5 deve giocare il suo uno contro uno in post basso, tenendo sotto controllo anche la possibilità di aiuti provenienti dal lato debole. In questo ultimo caso dovrà reagire passando palla subito al compagno libero sull’altro quarto di campo, che potrà prendere un tiro aperto da tre punti (diagramma n. 11-12).

Soluzioni dallo split sul gomito (“Pinch area”)

Dalla situazione di split sul gomito del lato forte, possono scaturire varie soluzioni legate alla corretta lettura della difesa da parte dei due attaccanti coinvolti nel blocco.

2 taglia deciso sul blocco di 4. Se X2 cade sul blocco e X4 non cambia, 2 potrà ricevere in ala e prendere un tiro non contestato. 4 dopo il blocco taglierà verso canestro per giocare il rimbalzo offensivo sull’eventuale tiro di 2, altrimenti salta fuori sul perimetro in posizione di guardia (diagramma n. 13). Se 2 viene anticipato forte, nella sua uscita dal blocco, taglierà deciso a canestro per poter ricevere palla da 5, mentre 4 salterà fuori sul perimetro (diagramma n. 14). Con X2 che insegue, 2 taglierà a ricciolo sul blocco (“Curl”), attaccando il ferro mentre 4 salterà fuori sul perimetro (diagramma n. 15). Contro il cambio difensivo tra X2 e X4, i due attaccanti reagiranno con un taglio deciso di 4 a canestro ed un taglio in allontanamento di 2 (diagramma n. 16). Infine, se X2 passerà sotto il blocco, 2 eseguirà un taglio in allontanamento (“Fade”), mentre 4 cambierà angolo di blocco con un giro dorsale in allontanamento (diagramma n. 17).

Rivediamo quanto esposto finora in modo dinamico e completo.

I giocatori rapidamente occupano le cinque posizioni. 2 si schiererà leggermente dietro la linea della palla, in modo da facilitare l’eventuale passaggio di 1 per dare inizio al ribaltamento del fronte di attacco (diagramma n. 18).

1 passa 4, taglia deciso a canestro, attento all’eventuale passaggio di 5 per “rubare” subito un canestro (diagramma n. 19).

Si può arrivare alla stessa situazione iniziale giocando sull’altro quarto di campo (“Reversal entry”). 1 non passa a 4 ma ribalta per 2. 5, contemporaneamente al passaggio, taglia da post basso a post basso. 3, dopo il passaggio a 5, giocherà uno split con 1 sul gomito alto (diagramma n. 20-21). Di nuovo come già visto nei diagrammi n. 13-17, gli attaccanti si muoveranno leggendo il comportamento della difesa.

Torniamo allo sviluppo iniziale sul quarto sinistro dell’attacco. Dopo il passaggio a 5, 4 e 2 giocano lo split sul gomito alto. 2 riceve il passaggio di ritorno da 5, se a questo punto vede 4 fortemente anticipato, farà due palleggi forti verso il compagno, che contemporaneamente taglierà deciso in backdoor. L’eventuale passaggio battuto a terra direttamente dal palleggio, dovrà essere fatto quando 2 è vicino alla schiena di X4, così da impedirgli eventuali interventi sulla palla (diagramma n. 22).

I due difensori sul lato debole, X1 e X3, possono decidere o no di rubare spazio al taglio di 4. 2 deve leggere la situazione e giocare per un rapido passaggio a chi può risultare libero tra 1 e 3 (diagramma n. 23). Medesima azione si può avere con palla a 5 e 4 anticipato. 5 salirà deciso in palleggio verso il gomito, per poi passare palla a 4 o, con un passaggio skip, a 1 o 3 (diagrammi n. 24-25).

Come sempre, chi avrà maggior padronanza dei fondamentali tra attaccanti e difensori prenderà un vantaggio in questo momento.

Spesso Carril cita le situazioni appena descritte, per rispondere a chi gli obietta che il suo sistema non prevede soluzioni precise per tiri da tre punti. È l’insieme del taglio deciso in backdoor dentro l’area che attrae aiuti con l’uso di un buon passaggio skip ad aprire facilmente opportunità di tiro da tre per Carril.

Se nulla accade fino adesso, si gioca per il ribaltamento della palla con il passaggio guardia-guardia tra 4 e 3 (diagramma n. 26). 3 appena ricevuto, potrà tirare se libero o attaccare il canestro ed eventualmente scaricare palla per 1 (diagramma n. 27).

Se 3 viene anticipato forte dal suo difensore, taglierà deciso a canestro, mentre 1 si muoverà per rimpiazzarlo nello spot di guardia (diagramma n. 28). Contemporaneamente al passaggio di 4 per 1, 3 eseguirà un giro dorsale per tagliare fuori il proprio difensore, ricevere palla da 1 e concludere da sotto (diagramma n. 29). Questo sarà uno dei pochi momenti nei quali si avranno due giocatori contemporaneamente nelle posizioni di post basso. Carril non vuole che questa situazione si prolunghi più di tanto, in quanto si andrebbe a congestionare l’area dei tre secondi, limitando di molto l’azione di taglio degli altri attaccanti.

Appena ribaltata palla, 4 porterà un blocco verticale per 5 (diagramma n. 30). 3 passerà palla a 5 se libero, altrimenti il centro anticipato taglierà deciso a canestro. 5, dopo aver ricevuto sul perimetro va a giocare in palleggio verso 2, dandogli palla con un passaggio consegnato dal palleggio: Dribble hand off – DHO[6] (diagramma n. 31).

2 dopo aver ricevuto potrà attaccare il centro in palleggio per concludere o passare palla per 3 o 1, oppure passare palla a 4 che a sua volta potrà darla a 5 (diagramma n. 32). Se il passaggio per 3 risulterà anticipato, come al solito avremo un taglio backdoor ed un secondo taglio di rimpiazzo (diagramma n. 33).

Le opzioni che potranno nascere da questo gioco a due tra 5 e 2 sono ovviamente legate alla corretta lettura della difesa.

  • Difesa passa dietro -> tiro da tre di 2.
  • Difesa insegue e aiuto dal lato debole -> penetra e scarica, oppure “lay up” di 2 (diagrammi n. 34-35).
  • X5 protegge canestro, taglio di 5 sotto canestro.
  • Difesa raddoppia (“Blitz”), utilizzo delle sponde 3 e 4 (diagrammi n. 36-37).
  • 2 è anticipato, taglia backdoor e rimpiazzo di 4 (diagramma n. 38).

Schieramento ad una sola guardia – “Through”

Carril preferisce lo schieramento con due guardie, ma il suo sistema non esclude la possibilità di giocare con uno schieramento che comprenda una sola guardia. Dopo aver ribaltato palla per 1, 2[7] taglierà deciso verso l’angolo del lato forte; nel contempo 1 si sposterà in palleggio verso lo spot di punta (diagramma n. 39). Mentre 1 si sposta in palleggio, 5 taglierà flash verso il gomito sinistro, dove riceve palla. Ovviamente se anticipato forte da X5, 5 taglierà backdoor immediatamente.

Dopo il passaggio, 1 ha tre opzioni diverse, legate alla lettura del comportamento difensivo di X1, per dare inizio alla serie “OUA” – Over – Under – Away (diagramma n. 40).

Over

1 passa a 5 e blocca sul lato forte per 4, passando “sopra” la palla. 4 taglia deciso sul blocco di 1, per poi andare a prendere il passaggio consegnato da 5. Contemporaneamente, 3 porta un blocco verticale per 2. 4 dopo aver ricevuto palla può tirare, attaccare il canestro in palleggio o passare palla a chi è libero tra 2 e 3 (diagramma n. 41).

Se sul blocco di 1, X4 anticiperà forte, 4 taglierà verso canestro e 1 salterà fuori sul perimetro (diagramma n. 42). Ricevuta palla da 5, 1 la potrà passare a 4. Quest’ultimo potrà: giocare il suo uno contro uno, oppure passare palla a 5 sul gomito per un tiro aperto o dargli palla mentre taglia deciso a canestro, se X5 anticipa il passaggio in post alto (diagramma n. 43). Se 4 non riceve palla in post, porterà un blocco per 5, che taglierà a canestro (diagramma n. 44).

Sia con palla a 4, sia con palla a 5 (ma anche con altri giocatori), avremo tutte le opzioni di gioco possibile in post basso. Caratteristica del Princeton è appunto che ogni giocatore in attacco deve poter essere pericoloso spalle a canestro.

Vediamo ora lo sviluppo con palla ribaltata sull’altro quarto di campo. 2, se anticipato da X2, taglierà backdoor e 3 salirà in ala. Quest’ultimo, se riceve palla, potrà giocare con 2 in post basso. Altrimenti, 3 potrà passare a 4, che taglia in allontanamento, sfruttando il blocco flare di 5[8], o al bloccante che, dopo il blocco, taglierà a canestro o salirà sul perimetro in relazione al comportamento della difesa (diagramma n. 45).

Se la palla arriva in post basso a 2, 4 taglierà deciso a canestro. Mentre 1 sale verso la posizione di punta (diagramma n. 46). 2 potrà giocare il suo uno contro uno, passare a 4 o a 1.

Under

Se sul passaggio di 1 per 5, X1 andrà in forte anticipo sulla linea di passaggio, 1 taglierà deciso in backdoor verso il canestro (diagramma n. 47). 5 potrà sempre decidere di giocare uno contro uno su X5, oppure passare subito palla a 4 e tagliare in post basso senza o con l’aiuto di un blocco verticale da parte di 1 (diagramma n. 48).

Se 4 è anticipato giocherà il suo backdoor fino a portare un blocco in post basso per 1. Nel contempo anche 2 e 3 scendono in post basso sul lato debole per creare un doppio blocco. 1 deciderà se uscire sul perimetro, tagliando dal lato di 4 o di 2 e 3. Nel primo caso, 5 dopo aver passato palla ad 1, taglierà in post basso, sfruttando il blocco di 4 (diagramma n. 49); nel secondo, 5 porta un blocco diagonale per 2, mentre 3 si allarga in angolo (diagramma n. 50).

Away

Nella terza ed ultima opzione della serie “OUA”, 1 dopo il passaggio per 5, va a bloccare sul lato debole per 3 (diagramma n. 51).

Sul blocco avremo, come sempre le varie opzioni legate al comportamento della difesa:

  • Se X3 anticipa forte, 3 taglierà prima in backdoor e poi sul blocco in post basso di 4. 1 tornerà verso la palla (diagramma n. 52). Dopo aver ricevuto da 5, 1 potrà giocare uno contro uno sul lato di 2 (diagramma n. 53), oppure passare a 3 che può dar palla a 4 in post basso, attivando tutte le soluzioni possibili da quella posizione.
  • Se X3 cade sul blocco, 3 taglierà deciso verso la posizione di punta, mentre 1 taglierà deciso a canestro, per poi uscire rapidamente dal blocco in post basso di 4 (diagramma n. 54).
  • Se X3 passa in terza o quarta posizione sul blocco, 3 taglierà in allontanamento.
  • Se 3 è inseguito da X3, taglierà a ricciolo con 1 che salta fuori sul perimetro.

Se dopo aver ricevuto palla, 3 (o 1) non riesce a dar palla a 4, passerà ad 1 (o a 3), che taglierà in allontanamento sul blocco flare di 5 (diagrammi n. 55-56).


[1] Pete Carril ha dichiarato che ha cercato di avere sempre giocatori dotati di un alto livello di IQ, che permette al giocatore di conoscersi, di conoscere i propri pregi e difetti e di sapere cosa è in grado di far meglio sia in attacco, sia in difesa; ma anche di un buon EQ, quoziente di energia per poter giocare sempre con grande intensità. Carril cita spesso un proverbio spagnolo che dice: Quando le gambe cedono, il cuore e la testa cedono subito dopo, quindi se il vostro EQ è alto ci si allenerà sempre intensamente e si sarà pronti a giocare con la stessa intensità. Infine, i suoi giocatori dovranno possedere anche un alto RQ, quoziente di responsabilità, perché oltre a sapere come fare, e farlo con intensità si deve essere in grado di capire quando e perché andranno fatte certe scelte e certi fondamentali per il bene della squadra e non solo per il bene personale.

[2] Si veda il mio libro Swing Offense edito dalla Calzetti – Mariucci nel 2014, in particolar modo le pagine 11-14.

[3] Questo almeno nella versione originale di Carril, mentre i suoi seguaci apporteranno varianti che vedranno anche il 5 entrare in rotazione di “ruolo” con gli altri quattro compagni (infra pagina 82).

[4] Per ovvi motivi espositivi nei diagrammi seguenti non si rispetterà questa indicazione teorica di Carril, ma i giocatori verranno identificati con la classica suddivisione numerica: 1 e 2 le due guardie, 3 e 4 le due ali e 5 il centro.

[5] Qualcuno ha ipotizzato per i diversi ruoli capacità distinte. 1 penetratore più che tiratore, miglior palleggiatore, scaltro e forte. 2 buon palleggiatore, con simili capacità di tiro o penetrazione. 3 miglior tiratore, 4 penetratore con capacità di gioco in post, 5 miglior passatore dallo spot di post e buon realizzatore sempre da lì (cfr. CoachPrincetonBasketball.com – Keys to unlock the Backdoor offense e-book, pag. 6.) Ma Carril non accetterebbe mai una simile classificazione.

[6] Spesso per indicare il DHO viene impiegato il termine “Sweep”.

[7] Per Carril 1 e 2 sono due giocatori intercambiabili, anche se con caratteristiche diverse. Da aggiungere poi che a suo giudizio chi ha la palla in mano è il playmaker in quel particolare momento.

[8] Un’azione indicabile anche con il termine sintetico “Drift”.

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Postato da Raffaele Imbrogno

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Allenatore nazionale ed allenatore IV livello Europeo conseguito presso la Scuola dello sport.
Laureato in Scienze Statistiche ed economiche.
Insegnante a contratto da 20 anni presso La Facoltà del Foro Italico di Roma.
Formatore nazionale del CNA.
Match Analista con le nazionali maschile e femminili senior e con svariate nazionali giovanili.
Ha scritto tre libri: Il training camp dei Boston Celtics, The Swing Offense e The Princeton Offense per Calzetti Mariucci per il quale è in uscita Dalla Point Zone alla Pack Line defense.

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